Il fenomeno è sintetizzato in un acronimo, Lat, cioè “living apart together”.
Si riferisce a quelle coppie che pur avendo una relazione stabile non convivono: si frequentano ma poi ognuno a casa sua.
L’esempio più famoso è quello di Woody Allen e Mia Farrow, che hanno trascorso diversi anni in appartamenti separati, sui lati opposti di Central Park.
I media inglesi ne parlano come di un fenomeno in crescita finalizzato da un lato ad evitare tutte quelle difficoltà della vita quotidiana e della routine che ad un certo punto finiscono per far perdere la pazienza e per minare il rapporto e, dall’altro lato, a conservare la possibilità di avere tutto: impegno e libertà, stabilità e distanza.
Così soprattutto all’estero, nelle metropoli, tra i single di ceto medio-alto, che non hanno ragioni economiche che li spingono verso la convivenza, la tentazione di poter vivere un amore senza gli oneri della quotidianità esiste eccome.
In Italia invece ci sono altre gerarchie di valori e il fenomeno difficilmente prenderà piede perché per un uomo significa rinunciare alle camicie stirate e alla cena preparata dalla mamma.
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4 Commenti
Io penso che anche in Italia prenderà piede, invece, soprattutto tra le coppie composte da persone che hanno già vissuto storie importanti (matrimoni o lunghe e impegnative convivenze) poi finite e desiderano preservare la loro routine quotidiana e l’indipendenza delle loro abitudini.
Quanto a Woody Allen, che io ammiro e amo come regista, attore e comico, beh, chi sopporterebbe di convivere con lui?
Anche secondo me il fenomeno è destinato ad affermarsi anche in Italia. Siamo un popolo di individualisti in fondo, le nostre scelte spesso sono dettate da ragioni di opportunità economica più che da pretesti di ordine culturale. La società è molto cambiata. I giovani di oggi imparano a cavarsela da soli mentre i loro genitori sono impegnati con il lavoro. I maschietti e le femminucce trovano tutto semipronto al supermarket, sanno cucinare, usare la lavatrice e perfino la stiratrice verticale che provvede per giacche, giubotti, abiti e camice. Si arrangiano nei lavori domestici, al limite ricorrono a una collaboratrice per dire. Fare figli per molti non è la priorità. Insomma, si preferisce sempre più preservare l’indipendenza personale e conciliare il bisogno di un equilibrio di coppia con il legittimo desiderio -per alcuni una necessità- di realizzazione professionale e sociale. Ciao.
Non so in quale mondo tu viva Luigi, ma io ho amici (maschi) che pur vivendo da soli vanno tutti i giorni a pranzo dalla mamma e gli portano anche i vestiti da lavare e stirare
@ally di viziati per comodo o tollerati per necessità dai rispettivi genitori ne esistono eccome e la tua testimonianza ne è una conferma; anch’io conosco cosiddetti bamboccioni
ma anche coppie come quelle descritte in questo articolo. D’altra parte, però, coloro che desiderano dare vita a una famiglia di tipo tradizionale sono in netto calo. Le statistiche stesse riportano il trend: matrimoni civili e religiosi in diminuzione a fronte di un incremento di divorzi e convivenze. Per non parlare dell’aumento esponenziale dei consumi di beni e servizi appositamenti pensati per single, maschietti e femminucce irriducibili alle responsabilità o alle noie tipiche della coppia accasata. Ciao