Sul posto di lavoro uomini e donne si assomigliano sempre di più, e le signore diventano sempre più “fredde” e “calcolatrici”.
A rilevarlo sono i dati di una ricerca condotta tra il 2001 e il 2009 da Cofimp, Società di alta formazione e consulenza di Unindustria Bologna, su un campione di 1200 soggetti (660 uomini e 540 donne) di età media di 39 anni (minima 20, massima 65).
Un apposito test ha rilevato 5 fattori che rappresentano l’intelligenza emozionale: empatia; maturità emozionale, sensibilità, cordialità ed esteriorizzazione dei sentimenti.
La sorpresa è arrivata confrontando i risultati del test realizzato nel 2001 con quelli del 2009: “Per quanto riguarda il lavoro – sottolineano Maurizio Sarmenghi e Federico Bencivelli, coordinatori della ricerca – negli ultimi dieci anni si è assistito a un sostanziale “allineamento” tra uomini e donne; queste ultime assomigliano sempre più agli uomini e viceversa”.
In poche parole ci possiamo dimenticare lo stereotipo della donna più capace di comprendere gli altri e i loro bisogni, perché stiamo diventando sempre più fredde, dimostrando un calo non solo nell’empatia e nella sensibilità, ma addirittura nella cordialità.
Ancora un po’ ed usciremo dal bagno lasciando la tavoletta del water alzata.
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5 Commenti
Non ci trovo nulla di strano. Dopo aver vissuto per secoli in una società di uomini in cui essere stronzi paga, anche noi donne ci siamo adeguate
le donne rivendicano le stesse capacità e competenze degli uomini, quindi la stessa volontà di fare carriera. solo che per riuscirci devono dimostrarsi uomini in tutto e per tutto, mettere da parte la sensibilità, l’empatia, chiudersi in bagno a piangere quando ricevono l’ennesima pacca sul sedere di un collega cafone e forse alla fine ce la fanno
E’ un peccato, comunque la si metta. Che le donne per essere competitive debbano somigliare agli uomini può essere vero ma che perdano tutte le peculiarità che le differenziano proprio dall’insensibilità maschile è un vero peccato. Teniamoci le nostre caratteristiche, ce le ha date Dio e la natura.
io dico che bisogna fare una differenza tra ciò che si è e ciò che si appare. una donna che deve fare carriera in un mondo di uomini è ovvio che deve apparire una con le palle al limite dell’insensibilità, ma che poi sia così realmente e tutto un altro discorso, molto più probabilmente recita una parte per ottenere ciò che vuole
La carriera la si ottiene principalmente attraverso la competenza professionale. La dimostrazione di cordialità, sensibilità, ecc. sta alle singole coscienze, ed aiuta a migliorare l’ambiente lavorativo. Con chi è maleducato si finisce per essere maleducati, e viceversa. E’ strano che siano gli uomini gli unici ad essere fautori di comportamenti maleducati, visto che ci sono uffici, reparti, interamente al femminile, che sono tutt’altro che improntati alla cordialità e serenità dei rapporti.