gennaio
mar26
Proposto da Redazione,
archiviato in Passione
La lista dei politici che hanno rassegnato le dimissioni per essere rimasti coinvolti in uno scandalo sessuale è lunga e ben nutrita.
Numerosi scandali nel 2007: Moshe Katsav, presidente dello Stato di Israele si autosospende dopo essere stato accusato dalla polizia di violenze sessuali; Cosimo Mele, deputato dell’Udc si dimette dalla carica di onorevole dopo essere stato coinvolto in uno scandalo a base di prostitute; Larry Craig, senatore Repubblicano dell’Idaho, si dimette dopo essere stato arrestato per avere fatto sesso con un poliziotto in borghese in un bagno pubblico.
Nel 2008 Ilkka Kanerva, ministro degli esteri finlandese, viene costretto a dimettersi per aver mandato una valanga di sms dal contenuto scabroso ad una spogliarellista.
Nel 2009 John Della Bosca, ministro della sanità dello stato del Nuovo Galles del Sud, si dimette per aver avuto una relazione di 6 mesi con una donna di 26 anni.
Nel 2010 Il primo ministro dell’Irlanda del Nord, Peter Robinson, si è autosospeso dall’incarico per sei settimane, in seguito allo scandalo causato dalla relazione avuta dalla moglie Iris con un diciannovenne, che lui ha perdonato pubblicamente.
Ora è il turno del sindaco di Bologna Flavio Delbono, costretto a dimettersi per il cosiddetto “Cinzia-gate”, accusato di abuso d’ufficio e truffa aggravata in relazione ad alcuni viaggi compiuti con la sua ex compagna e (guarda caso) ex segretaria Cinzia Cracchi.
Ma nonostante l’impegno profuso da tanti sia notevole, il caso più famoso, forse perché è riuscito a farla franca, è stato quello di Bill Clinton nel 1998, che nei giorni più duri del sexgate con la Lewinsky, affermò che non avrebbe mai abbandonato il suo popolo né tradito la fiducia riposta in lui.
Forse con la cerniera dei pantaloni chiusa di fiducia ne ispirava un po’ di più.
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dimissioni,
passione,
politica,
scandali,
sexgate
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gennaio
mar26
Passione e politica, l’ultima vittima
Proposto da Redazione, archiviato in Passione
Numerosi scandali nel 2007: Moshe Katsav, presidente dello Stato di Israele si autosospende dopo essere stato accusato dalla polizia di violenze sessuali; Cosimo Mele, deputato dell’Udc si dimette dalla carica di onorevole dopo essere stato coinvolto in uno scandalo a base di prostitute; Larry Craig, senatore Repubblicano dell’Idaho, si dimette dopo essere stato arrestato per avere fatto sesso con un poliziotto in borghese in un bagno pubblico.
Nel 2008 Ilkka Kanerva, ministro degli esteri finlandese, viene costretto a dimettersi per aver mandato una valanga di sms dal contenuto scabroso ad una spogliarellista.
Nel 2009 John Della Bosca, ministro della sanità dello stato del Nuovo Galles del Sud, si dimette per aver avuto una relazione di 6 mesi con una donna di 26 anni.
Nel 2010 Il primo ministro dell’Irlanda del Nord, Peter Robinson, si è autosospeso dall’incarico per sei settimane, in seguito allo scandalo causato dalla relazione avuta dalla moglie Iris con un diciannovenne, che lui ha perdonato pubblicamente.
Ora è il turno del sindaco di Bologna Flavio Delbono, costretto a dimettersi per il cosiddetto “Cinzia-gate”, accusato di abuso d’ufficio e truffa aggravata in relazione ad alcuni viaggi compiuti con la sua ex compagna e (guarda caso) ex segretaria Cinzia Cracchi.
Ma nonostante l’impegno profuso da tanti sia notevole, il caso più famoso, forse perché è riuscito a farla franca, è stato quello di Bill Clinton nel 1998, che nei giorni più duri del sexgate con la Lewinsky, affermò che non avrebbe mai abbandonato il suo popolo né tradito la fiducia riposta in lui.
Forse con la cerniera dei pantaloni chiusa di fiducia ne ispirava un po’ di più.
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