Grazie al Web “collaborativo” oggi si parla di crowdsourcing, neologismo che nasce dalla fusione delle due parole inglesi “crowd” (gente) e “outsourcing” (appalto), e che sta ad indicare persone provenienti da ogni parte del mondo che si uniscono gratuitamente, o su chiamata retribuita, e forniscono il loro apporto nella realizzazione di un progetto in qualunque genere di attività: dalla sperimentazione di nuovi prodotti alla ricerca di servizi, dalla promozione di oggetti alla recensione di film, libri o canzoni in uscita (è il principio di Wikipedia, per intenderci).
E se lo si utilizzasse anche per altri scopi, come trovare il fidanzato perfetto?
L’idea è venuta a Sarah Stokely, australiana, 36 anni, che con il progetto 100 Dates ha lanciato online un appello: “Uscirò con cento uomini in cento appuntamenti diversi con la speranza di trovare quello giusto”.
Solita furbata di una tizia che vuole farsi pubblicità, sicuramente, però a differenza di chi lancia appelli sul Web per trovare l’anima gemella, Sarah ha messo in piedi un sistema molto più complesso: una sorta di esperimento che unisce Web e sociale attraverso il “marketing collaborativo”.
Gli uomini vengono vagliati da una “giuria” di seguaci del blog di Sarah e dei suoi aggiornamenti su Twitter: sono loro a consigliare i pretendenti o a fornire un giudizio di idoneità a chi si candida spontaneamente. Se daranno l’ok, verrà fissato l’appuntamento.
Sarah lo definisce “crowdsourcing del piacere” e finora ha ricevuto centinaia di candidature, oltre a tanta pubblicità e visibilità su quotidiani e canali televisivi.
Ma l’uomo non lo troverà mai: la verità è che cerca una perla in un mare di pirla.




12 Commenti
In questi casi è più provvidenziale una tradizionalissima visita a Lourdes…
Organizzo un pulman chi viene?
Io ci sono Ketty… anche se devo ammettere che il “crowdsourcing del piacere” mi tenta
ma mettiamo anche che l’anima gemella la possa trovare, chi ha voglia di affrontare 100 appuntamenti, dei quali 90 probabilmente inaffrontabili, per trovare un uomo che poi magari vive dall’altra parte del mondo? è follia
io ho frequentato dei siti di incontri in passato ma non ho mai conosciuto qualcuno che mi potesse piacere davvero, internet per queste cose non funziona
una mia amica ha trovato l’amore sul web e se l’è pure sposato, può capitare, infondo è un posto come un altro dove conoscere persone. quello che mi sembra assurdo è questa storia del crowdsurcing, cioè se ho un pretendente reale o virtuale che sia dovrò decidere io se mi può piacere oppure no non una giuria!
Il problema non è conoscerli ma tenerseli!
Ragazze scusate che ne pensate del vecchio ma sano incontro in piazza con passeggiata, gioco di sguardi o qualche altro piccolo input (ma senza strafare per forza) il tutto fatto senza troppa fretta e con un pizzico di romanticismo e spontaneità,vi farebbe schifo o è una cosa troppo arretrata??
non sarebbe affatto male, ma oggi piove e in giro non ci sarà nessuno, meglio tentare col web e il crow-qualcosa
@ spiderman: no, non sarebbe male ma bisognerebbe fare diomanda a “chi l’ha visto!”
Io sono d’accordo con Spiderman e sicuramente un incontro vis a vis e’ la cosa migliore, quante volte e’ capitato? La gente per strada non va oramai piu’ per fare conoscenze e c’e’ molta diffidenza in merito. Internet in questo ha sicuramente dato una mano per aggregare persone con esigenze simili alle proprie ed e’ diventato un mezzo di conoscenza. Ovviamente questo non garantisce al 100% un risultato, ma puo’ comunque dare degli spunti. Bisognerebbe inventare un “sistema analogo” dove al posto del web le persone potrebbero conoscersi direttamente……………
Ciao Ketty, non essere pessimista, sono sicuro che da qualche parte esiste la “tua meta della mela”, magari non hai ancora avuto la possibilita’ di incontrarla.
Voglio trovare un ragazzo